Alcol e società
La parola alcol deriva dall’antico arabo “AL – KOOL” che significa finissima polvere dalle finalità coloranti.
L’alcol si può produrre per via naturale o per via chimica. Nel primo caso si parla di alcol etilico (o etanolo) che scaturisce dalla fermentazione degli zuccheri, nel secondo caso si tratta di un composto di natura chimica prodotto dall’unione di carbonio, idrogeno ed ossigeno.
Fin dall’antichità, la produzione, il commercio ed il consumo di vino acquistano un’importanza fondamentale, anche in considerazione del fatto che l’acqua viene ritenuta una sostanza nociva ed inadatta al consumo. Per oltre 5000 anni, fino agli inizi del 1900, la birra ed il vino sono le principali bevande, consumate quotidianamente ed a tutte le età, nelle civiltà occidentali.
Solo al termine del XIX secolo, con la Rivoluzione industriale, alcuni importanti fattori, quali la relazione di consequenzialità tra consumo di alcol ed incidenti sul lavoro o stradali, inducono la scienza a valutare l’assunzione di alcol, ed in particolare l’abuso, come un problema medico e sociale: il bere è un comportamento a rischio che può condurre alla malattia fisica, psichica, sociale e relazionale.
Nell’attuale società, a causa degli enormi interessi economici legati alla sua produzione ed al suo commercio, l’alcol viene pubblicizzato positivamente, come uno strumento utile per facilitare i rapporti interpersonali. In realtà questa sostanza, altamente tossica, potenzialmente cancerogena e con un’elevata capacità di indurre dipendenza e di far insorgere numerose patologie, può essere considerata alla stregua di molte droghe.
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